Manovra 2020: Iva più alta per chi paga in contanti

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Tra gli obiettivi del nuovo Governo vi è l’intenzione di adottare una serie misure volte a ridurre l’utilizzo dei contanti. Tra queste possibili iniziative c’è la possibilità dell’applicazione di aliquote IVA più alte per i pagamenti in contanti in modo da incentivare l’utilizzo della moneta elettronica.

Il neo Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha affermato appunto che all’interno della manovra 2020 saranno sicuramente presenti operazioni finalizzate a promuovere strumenti di pagamento sostituivi dei contanti che garantiscano maggiore trasparenza nelle transazioni e che soprattutto costituiranno una modalità per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale.

Iva più alta per i pagamenti in contanti

Per la promozione della moneta elettronica a discapito dell’utilizzo del denaro in contanti, il nuovo Governo intende predisporre un sistema di incentivi e disincentivi, tra cui introduzione dell’Iva più alta per chi sceglierà di effettuare pagamenti con denaro contante piuttosto che con strumenti di pagamento tracciabili. Tale misura però troverebbe applicazione  esclusivamente in quei settori in cui comportamenti evasivi ed elusivi risultano particolarmente verificabili.

L’applicazione dell’Iva più alta consisterebbe nello specifico in un aumento di un punto percentuale dell’imposta sul valore aggiunto per i pagamenti effettuati in contanti. Al contrario, verrebbe operata una riduzione dell’Iva di due punti percentuali qualora i pagamenti siano effettuati mediante moneta elettronica o comunque attraverso strumenti di pagamento tracciabili.

Cashback: disincentivo ai contanti

Oltre all’Iva più alta, altra misura al vaglio dell’esecutivo, al fine di favorire l’uso della moneta elettronica e di limitare invece quello dei contanti, è il cosiddetto cashback.

Questa misura consiste nella restituzione del 2% degli importi delle singole transazioni commerciali generate mediante strumenti di pagamento, quali carte, bancomat o app, che garantiscono una maggiore trasparenza al momento della circolazione del denaro.

Le modalità di restituzione potrebbero consistere:

  • in un credito di imposta, con possibile assegno per gli incapienti;
  • nell’apporto mese per mese di quanto spettante dalla restituzione direttamente nell’estratto conto delle carte a cura degli stessi istituti di credito e di intermediazione che si occupano della loro gestione.

Riduzione commissioni e sanzioni

Punto fondamentale per la limitazione dell’utilizzo dei contanti e dunque dei conseguenti possibili comportamenti elusivi, è l’attuazione di una riduzione delle commissioni a carico di autonomi, esercenti e commercianti che si muniranno del Pos o  di qualsiasi altro strumento di pagamento tracciabile. L’obiettivo dichiarato dall’esecutivo è quello di ottenere l’eliminazione dei costi per pagamenti inferiori a 5 euro, effettuare una forte riduzione per i pagamenti compresi tra i 5 e 25 euro ed infine, limitare gli oneri per i settori a “bassa marginalità”.

Per la riduzione del denaro contante è necessario, infine, che chi riceve i pagamenti, consenta di generarli mediante moneta elettronica. A tal proposito, il Consiglio di Stato aveva bocciato la proposta relativa all’introduzione di una sanzione amministrativa fino ai 30 euro per chiunque non accettasse pagamenti in moneta elettronica.

 

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