Reverse charge edilizia 2019: le fattispecie nel settore edile

reverse charge edilizia 2019
Condividi

Negli anni il Legislatore ha esteso il processo tecnico contabile del reverse charge in diversi settori caratterizzati da un certo livello di rischio, come quello immobiliare, hi tech oppure in particolare, nel settore edile. In questo paragrafo analizziamo in modo dettagliato l’evoluzione normativa durante gli anni del reverse charge edilizia 2019.

Che cosa è il reverse charge?

Il reverse charge 2019 (o inversione contabile) è un procedimento contabile e fiscale disciplinato dalla normativa europea per eliminare e limitare l’evasione dell’imposta sul valore aggiunto.

Questo meccanismo prevede la corrispondenza degli obblighi IVA sul destinatario di una cessione o di una prestazione piuttosto che sul cedente o prestatore stesso. Di conseguenza, quest’ultimo potrà avvalersi del reverse charge 2019 emettendo la fattura senza l’addebito dell’imposta. Al tempo stesso, l’acquirente avrà però l’obbligo di inserire alla fattura ricevuta l’aliquota relativa al tipo di operazione considerata, dopodiché si continuerà con l’annotazione nel registro acquisti e nel registro vendite.

Reverse charge edile per subappalto

Secondo l’articolo 17, comma 6, lett A Dpr 633/1972, è possibile applicare il meccanismo di inversione contabile in riferimento a quelle prestazioni di servizi effettuate all’ interno del settore edile da soggetti subappaltatori nei confronti delle imprese che esercitano un’attività di costruzione o ristrutturazione di immobili o verso l’appaltatore principale o un altro subappaltatore.

È possibile identificare dei requisiti che, se verificati simultaneamente, rendono applicabile il reverse charge. Innanzitutto, è necessario che si sia in presenza di operazioni di natura edile, che riguardano dunque attività di costruzione o ristrutturazione di immobili, le quali dovranno essere regolate da rapporti contrattuali che possano essere ricondotti al negozio dell’appalto, oppure effettuati secondo contratti di prestazione d’opera.

Da qui si enuncia come il reverse charge 2019 a cui si rivolge la lettera A, sia limitato a quei soggetti subappaltatori i quali forniscono servizi e prestazioni nei riguardi di un’impresa edile e che, conseguentemente, sia adottabile solo in ipotesi di subappalto.

Successivamente, il suo campo di applicazione è stato poi ampliato.

Estensione del reverse charge edilizia 2019 senza subappalto

L’aggiunta della lettera a-ter all’articolo 17, comma 6 del Dpr 633/1972, come precisato dalla risoluzione dell’Agenzia delle Entrate 14/E, ha portato all’estensione dell’obbligo di reverse charge edilizia 2019 anche in quei settori legati all’ ambito edile come:

  • servizi di pulizia;
  • installazione di impianti;
  • demolizione;
  • completamento.

Facendo ricorso ai codici attività della Tabella ATECO 2007, è possibile effettuare l’individuazione delle operazione rientranti nell’ ambito dell’inversione contabile.

La novità portata dalla lettera a-ter consiste nel superamento del prima citato art.17 comma 6 lett. A Dpr 633/1972. Esso si concretizza nell’ applicazione del reverse charge edilizia 2019 accantonando l’eventualità che le prestazioni siano rese dal subappaltatore nei confronti di un’impresa la quale compie attività di costruzione o ristrutturazione di immobili ovvero nei confronti dell’appaltatore principale o ulteriore subappaltatore. Inoltre, tale sistema verrà utilizzato anche prescindendo dal fatto che l’operazione sia svolta nei confronti di un contraente generale il quale ottenga il complesso di lavori dal committente.

L’inversione contabile sarà dunque applicabile tralasciando anche il rapporto contrattuale perfezionato e il tipo di attività adoperata.

Come già precisato, nella Tabella ATECO è possibile ritrovare quelle attività rientranti nel campo applicativo della lettera a-ter.

In particolare modo, nell’ ambito dei servizi di pulizia, sono ricomprese quelle attività di:

  • pulizia generale di edifici (81.21.00);
  • attività di pulizia specializzata di edifici, impianti e macchinari (81.22.02).

Per le attività di demolizione e installazione impianti, i codici ATECO di riferimento sono:

  • la demolizione (43.11.00);
  • installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione (43.21.01);
  • installazione di impianti elettronici (43.21.02);
  • installazione impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (43.22.01);
  • installazione di impianti per la distribuzione del gas (43.22.02);
  • installazione di impianti di spegnimento antincendio (43.22.03);
  • installazione, riparazione e manutenzione ascensori e scale mobili (43.29.01);
  • lavori di isolamento termico, acustico e antivibrazione (43.29.02).

Vengono citate anche quelle attività di completamento di edifici per le quali intendiamo quelle azioni di manutenzione, ristrutturazione e restauro.

Nel dettaglio, con riferimento ai codici ATECO, individuiamo:

  • intonacatura e stuccatura (43.31.00);
  • posa in opera di casseforti e porte blindate (43.32.01);
  • posa in opera di infissi, arredi e simili (43.32.02);
  • rivestimento di pavimenti e muri (43.33.00);
  • tinteggiatura e posa in opera di vetri (43.34.00);
  • attività non specializzate di lavori edili (43.39.01);
  • altri lavori di completamento (43.39.09).

Interessante sottolineare come la fattispecie normativa del reverse charge edilizia 2019 comporti delle conseguenze anche in termini di gestione fatturazione elettronica reverse charge.

 

Sottoscrivi la nostra newsletter per ricevere notizie e approfondimenti

Lascia un commento :

* La tua email non sarà pubblicata