Rimborso Iva 2019: come richiederlo nella dichiarazione Iva ?

Rimborso Iva
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Normativa di riferimento

L’articolo 38-bis del D.P.R. 633/1972, successivamente modificato dall’articolo 7-quarter, comma 32, D.L. 193/2016, disciplina l’esecuzione dei rimborsi Iva. Le modalità di rimborso Iva variano in base a due fattori principali, l’entità dell’ammontare da rimborsare e il grado di affidabilità fiscale del contribuente.

È possibile, dunque, distinguere tre tipologie di rimborsi:

  • quelli fino a 30.000 euro;
  • quelli maggiori a 30.000 euro erogabili senza garanzia;
  • quelli maggiori a 30.000 euro erogabili con garanzia.

Esecuzione rimborso Iva 2019

Il contribuente può richiedere il rimborso Iva al momento della redazione della dichiarazione annuale, prima del decorso dei tre mesi previsti per presentare la dichiarazione prima citata.

A partire dal novantesimo giorno susseguente alla presentazione, verranno applicati gli interessi relativamente alle somme rimborsate per un valore del 2% annuo.

Nel caso di effettuazione di acquisti o importazioni di beni soggetti ad ammortamento per un valore maggiore ai due terzi dell’ammontare totale di quegli acquisti e importazioni di servizi o beni imponibili al calcolo dell’Iva, è concesso l’ottenimento del rimborso anche prima del trascorso dell’anno.

Tale ipotesi è valida anche nel caso in cui il contribuente abbia effettuato delle prestazioni, (come di lavorazione su beni materiali, di trasporto di beni e di intermediazione) per un valore maggiore al 50% del totale di tutte le operazioni svolte, nei riguardi di soggetti passivi stabiliti al di fuori del territorio statale.

Per il rimborso Iva superiore ai 30.000 euro, occorre distinguere due categorie di contribuenti: quelli a rischio e quelli non a rischio.

Rientrano tra i soggetti a rischio:

  • coloro che esercitano un’attività d’impresa per un periodo inferiore ai due anni;
  • coloro che effettuano la presentazione della dichiarazione senza il visto di conformità o della sottoscrizione alternativa;
  • i soggetti passivi che fanno richiesta per ottenere il rimborso dell’eccedenza detraibile derivante dall’atto di cessazione di attività;
  • coloro a cui sono stati notificati avvisi di rettifica o accertamento da cui si rileva una differenza tra gli importi accertati e quelli dell’imposta dovuta o del credito dichiarato superiore al 10% quando gli importi dichiarati non risultano maggiori a 150.000 euro, al 5% quando questi superano tale soglia e all’1% quando questi sono maggiori ai 1.500.000 euro.

 

Rimborso Iva sopra la soglia senza garanzia

L’articolo 38-bis, comma 3, del decreto Iva disciplina il rimborso Iva, nel caso in cui l’importo sia superiore i 30.000 euro e l’esecuzione può essere effettuata senza presentare la garanzia da parte dei soggetti non a rischio.

Affinché ciò avvenga, è necessario che vengano rispettati specifici adempimenti, ossia:

  • la presentazione della dichiarazione annuale o dell’istanza trimestrale, con il relativo visto di conformità o la sottoscrizione, nella quale vi sarà indicato che il credito sia maggiore ai 30.000 euro;
  • la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà dimostri la presenza di determinate condizioni relative alle caratteristiche soggettive del soggetto.

Tra queste caratteristiche, il contribuente deve dimostrare che il patrimonio netto e la consistenza degli immobili non siano diminuiti più del 40%. Inoltre, bisognerà attestare che l’attività non sia cessata o ridotta a causa di cessione di aziende o rami di esse.

Nell’ipotesi in cui il rimborso venga richiesto da una società di capitali non quotata nei mercati regolamentati, non risultano cedute le quote o azioni per un valore maggiore al 50% del capitale sociale.

Infine, è necessario che si sia provveduto all’esecuzione del versamento dei contributi previdenziali e assicurativi.

 

Rimborso Iva sopra la soglia con garanzia

Per tutti quei soggetti a rischio è invece necessario presentare la relativa garanzia al fine di beneficiare del rimborso Iva.

Tale garanzia deve avere carattere duraturo di tre anni dal momento dell’erogazione oppure dal periodo tra la di erogazione e il termine per l’accertamento in caso sia inferiore ai tre anni. Essa deve poi essere determinata da cauzioni in titoli di Stato o almeno garantiti dallo stesso, oppure in fideiussione concessa da banca o impresa commerciale affidabile.

 

 

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