Scontrini telematici: cosa rischia chi non si adegua?

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Scontrini telematici: ecco le sanzioni per il mancato adeguamento al nuovo obbligo

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che coloro che non si impegneranno alla trasmissione degli scontrini telematici, incorreranno nelle sanzioni previste dall’articolo 6, comma 3 e l’articolo 12, comma 2 del decreto legislativo 471/97, relativamente a tutti i soggetti che presentano un volume di affari superiori ai 400.000 euro dal 1° luglio 2019, e da tutti i contribuenti a partire dal 1° gennaio 2020.

 

Sanzioni previste in mancanza degli scontrini telematici

Con la risposta n.9 del 2018, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che “ai soggetti che effettuano la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica ai sensi del comma 1 e ai soggetti di cui al comma 2 si applicano, in caso di mancata memorizzazione o di omissione della trasmissione, ovvero nel caso di memorizzazione o trasmissione con dati incompleti o non veritieri, le sanzioni previste dagli articoli 6, comma 3, e 12, comma 2, del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.

L’Agenzia afferma così che coloro che non rispetteranno l’obbligo di adeguamento agli scontrini telematici e la loro corrispondente memorizzazione e trasmissione, rischiano di subire sanzioni particolarmente elevate, ovvero uguali al 100% dell’imposta relativa all’ammontare non documentato in maniera giusta.

Nell’ipotesi in cui, tale comportamento si sia prolungato per un quinquennio, si applica un sanzione accessoria che prevede la sospensione della licenza o addirittura, la sospensione dell’attività stessa per un lasso di tempo da tre giorni ad un mese.

 

Ostacolo all’attività di controllo dell’amministrazione finanziaria

L’applicazione delle sanzioni in caso di mancato adeguamento degli scontrini telematici è prevista anche nella circostanza in cui il contribuente effettui la documentazione delle proprie operazioni ma usufruendo di vecchi registratori di cassa. In questo caso dunque la violazione, da cui l’imposizione della sanzione, deriva da una motivazione di natura sostanziale poiché, agendo in tal modo, si creerebbe un ostacolo all’esercizio dell’attività di controllo da parte dell’amministrazione finanziaria, come enunciato nella circolare 77/E del 3 agosto 2001

L’omesso tempestivo invio dei dati, a prescindere dalla modalità di pagamento utilizzata dall’acquirente, costituisce peraltro violazione potenzialmente in grado di ostacolare l’attività di controllo, relativa non solo ai corrispettivi in sé, ma anche ad ulteriori adempimenti, oltre ad impedire il rispetto dei doveri istituzionali dell’amministrazione finanziaria.

Sarà quindi punibile ogni tipo di attività ritenuta ostacolante all’attività di controllo. Diversamente, invece, è il caso in cui, oltre al non pregiudizio riguardante tale attività, non si verifichi un’influenza sulla determinazione della base imponibile, dell’imposta e del versamento del tributo, in cui non si procederà all’applicazione di alcuna sanzione.

Per poter dunque evitare le sanzioni relative agli scontrini telematici, è necessario agire all’adeguamento in maniera tempestiva, modificando le precedenti abitudini e inserendo processi di emissione di scontrini telematici, affiancato dalla presenza di un registratore telematico, in grado di generare la memorizzazione e trasmissione dei corrispettivi direttamente all’Agenzia delle Entrate.

 

 

 

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