Prestazioni sanitarie a privati senza fattura elettronica per il 2020

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Prestazioni sanitarie a privati: no fattura elettronica

Anche per il 2020, è previsto il divieto di fattura elettronica in caso di prestazioni sanitarie. Questo è quanto disciplinato dal DL fiscale 124/2019 collegato alla Legge di Bilancio 2020, che mediante gli articoli 14 a 16 tratta tematiche relative alla fatturazione elettronica.

In particolare, assumono rilevanza le disposizioni correlate all’uso dei dati del tracciato xml volto ad effettuare appositi accertamenti, non unicamente di carattere fiscale ma anche per rendere agevole l’esercizio delle attività istituzionali di polizia economico-finanziaria da parte della Guardia di Finanza in molteplici ambiti, come quello tributario, quello relativo alla spesa pubblica, al mercato dei capitali e alla tutela della proprietà intellettuale.

 

Divieto fattura elettronica per prestazioni sanitarie

Così come provvisoriamente avvenuto nel 2019, anche per l’anno 2020 è prevista l’attuazione del divieto circa l’emissione delle fatture elettroniche mediante il Sistema di Interscambio per le prestazioni sanitarie generate nei riguardi di persone fisiche.

Per incorrere in suddetto divieto dunque sarà sufficiente lo svolgimento di prestazioni sanitarie verso una persona fisica.

Queste andranno ugualmente documentate mediante fatture cartacee o in formato elettronico, senza avvalersi dello SdI come strumento per l’invio dei dati.

A partire dal 1° luglio 2020, tutti i soggetti obbligati all’invio delle informazioni al Sistema TS, saranno tenuti a memorizzare e trasmettere i corrispettivi unicamente attraverso la memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri al Sistema TS.

 

Chi è sottoposto al divieto fattura elettronica per prestazioni sanitarie?

Il divieto correlato all’emissione di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie colpisce gli operatori per i quali vige l’obbligo di invio dei dati al Sistema TS, ossia riguardante la tessera sanitaria così da poter procedere alla compilazione della dichiarazione dei redditi precompilata.

Nello specifico, sono sottoposti a suddetto divieto:

  • Le aziende sanitarie locali;
  • Le aziende ospedaliere;
  • Gli istituti di ricovero e cura;
  • Irccs;
  • I policlinici universitari;
  • Le farmacie sia pubbliche che private;
  • I presidi di specialistica ambulatoriale;
  • Gli edifici in cui è prevista l’erogazione delle prestazioni di assistenza protesica e integrativa e servizi sanitari;
  • Gli iscritti all’Albo dei medici chirurgi e odontoiatri;

Tra tali soggetti anche gli operatori per i quali non è obbligatorio l’invio dei dati al Sistema TS, come podologi, fisioterapisti e logopedisti, è previsto il divieto di fattura elettronica per le prestazioni sanitarie.

Una volta conclusasi la trasmissione dei dati, esclusivamente le pubbliche amministrazioni avranno la possibilità di usufruire di questi e unicamente con lo scopo ultimo di assicurare l’effettiva applicazione delle norme tributarie e doganali o per l’osservazione costante dell’andamento della spesa pubblica e privata.

 

 

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