Come registrare le fatture elettroniche in reverse charge

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La circolare n. 14/E del 2019 dell’Agenzia delle Entrate propone una soluzione dinanzi alla possibilità di effettuare l’integrazione manuale del documento elettronico per i contribuenti che abbiano ricevuto le fatture senza addebito dell’IVA, successivamente all’applicazione del reverse charge interno, senza dover fornirsi di un ulteriore documento elettronico.

Il problema sul quale l’Agenzia intende soffermarsi è quello relativo alle modalità di integrazione dei dati necessari di documenti emessi digitalmente e, dunque, non soggetti a modificazioni.

 

Integrazione fattura soggetta a reverse charge

Il soggetto passivo IVA ha la possibilità di effettuare l’integrazione del documento relativo alla fattura sulla quale trova applicazione il reverse charge interno, usufruendo di differenti modalità.

Innanzitutto, occorrerà l’indicazione della base imponibile, dell’aliquota e dell’IVA relativa alla fattura in questione.

Successivamente, all’integrazione della fattura, questa andrà registrata nel libro degli acquisti e delle fatture.

Nel caso di reverse charge interno, o di ulteriori fatture elettroniche veicolate mediante SdI, il cessionario committente ha la facoltà di procedere all’invio di un apposito documento nel quale siano presenti tutti i dati necessari per la realizzazione dell’integrazione e gli estremi della fattura di riferimento.

In tal modo, il cessionario committente più ottenere una riduzione degli oneri di consultazione e conservazione, senza la materializzazione analogica della fattura.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce che l’acquirente obbligato all’integrazione della fattura soggetta a reverse charge, può presentare un documento elettronico al pari di un’autofattura in maniera facoltativa.

Anche in questo procedimento, definito integrazione elettronica della fattura senza addebito dell’IVA, bisognerà indicare la base imponibile, l’aliquota e l’IVA.

 

Le alternative secondo l’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate definisce due soluzioni principali dinanzi alla non obbligatorietà di generare un apposito documento elettronico per l’integrazione di fatture soggette a reverse charge.

La prima consiste nel possibilità da parte del contribuente di effettuare la materializzazione della fattura di acquisto ricevuta, ossia la stampa di questa.

In un secondo momento, potrà sovrascrivere il documento in questione con l’annotazione manuale della base imponibile, l’aliquota e l’IVA.

In tal caso, non sarà necessaria dunque la trasformazione del documento in formato digitale.

La seconda modalità si concretezza tramite la generazione di un documento da parte del cessionario, nel quale siano indicati la base imponibile, l’aliquota, l’IVA e gli estremi della fattura da considerare.

Il documento può essere prodotto in modalità analogico (come in formato PDF) e, anche in questa circostanza, non è previsto l’obbligo di conservazione digitale del documento in questione.

 

 

 

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