Riduzione cuneo fiscale: possibili soluzioni del Governo

cuneo fiscale
Condividi

Obiettivo 2020: riduzione del cuneo fiscale

Il nuovo Governo avanza la riduzione del cuneo fiscale quale proposta da attuare al momento dell’elaborazione della nuova Legge di Bilancio 2020.

 

Cos’è il cuneo fiscale?

Il cuneo fiscale rappresenta una fondamentale misura di competitività economica, la quale prende in considerazione:

  • l’imposta sul reddito delle persone fisiche a carico del dipendente;
  • i contributi previdenziali, in parte a carico del dipendente e in parte a carico del datore di lavoro.

Esso indica, dunque, la differenza tra il costo del lavoro e la retribuzione netta del lavoro.

 

Perché ridurre il cuneo fiscale?

L’obiettivo del nuovo Esecutivo è ridurre di due punti il cuneo fiscale, in quanto ogni punto grava circa per 2,5 miliardi sui conti pubblici.

Per l’attuazione di tale operazione, dovrebbero essere stanziati inizialmente 5 miliardi di euro, andando ad incrementarsi sino a 15 miliardi nei tre anni successivi.

Secondo quanto segnalato dai dati forniti dall’OCSE, l’Italia si troverebbe al terzo posto tra i paesi con maggiore incidenza del cuneo fiscale.

In particolare, nel 2018 la busta paga del lavoratore medio italiano era colpita da una tassa di importo pari al 47,9%

La finalità ultima che si intende raggiungere mediante la riduzione del cuneo fiscale è utilizzare tale misura in vista della debole crescita economica che danneggia il paese.

Ciò sarebbe facilitato dalla riduzione dei contributi sociali sopportati dai datori di lavoro, la quale porterebbe di conseguenza ad un aumento dell’occupazione, delle assunzioni e della domanda di lavoro, tutto ciò portando ad un innalzamento del consumo derivante dalla crescita dei redditi.

 

Come intende intervenire il Governo?

Il programma che il Governo propone di mettere in atto in materia di riduzione del cuneo fiscale, comprende operazioni rivolte nel campo del lavoro e nel campo della previdenza.

Tra gli interventi principali da attuare assume rilevanza non soltanto la riduzione del cuneo fiscale, ma anche:

  • l’emanazione di una legge concernente la parità di genere nella corresponsione dei salari;
  • nella formulazione di un piano strategico di previsione di infortuni sul lavoro.

Il periodo di riferimento relativo alle operazione sul cuneo fiscale dovrebbe essere pari a tre anni.

Inizialmente, si intende operare agendo soprattutto a favore dei lavoratori dipendenti, con particolare riguardo per i redditi medio bassi, cui soglie di riferimento attuali sono fino a 26.000 euro e fino a 35.000 euro.

Una possibile ipotesi sarebbe ampliare il bonus 80 euro, da erogare una tantum durante il mese di luglio, a coloro che rientrano nelle fasce medio basse di reddito, agendo però attraverso l’introduzione di una detrazione.

Da ciò, ne deriverebbe un guadagno netto di circa 15.000 euro annuali per i redditi risultanti più bassi, potendo raggiungere fino ai 30.000 euro lordi all’anno.

Potenziali interventi proposti dal Governo si ricollegano sia ad una riduzione dei contributi sociali sostenuti dai datori di lavoro per i dipendenti con basso reddito sia una riduzione dei contributi in capo ai lavoratori stessi.

Infine, un’ulteriore misura presentata dal Presidente dell’INPS consiste nell’introdurre una riduzione del cuneo fiscale favorendo in particolar modo le imprese innovative e sostenibili.

 

 

Sottoscrivi la nostra newsletter per ricevere notizie e approfondimenti

Lascia un commento :

* La tua email non sarà pubblicata