Bonus mamma 2019: come si richiede?

Bonus mamma 2019
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Anche nel 2019, le donne in gravidanza e le neo mamme hanno la possibilità di usufruire del bonus mamma 2019, consistente in un assegno una tantum di importo uguale ad 800 euro. Tale iniziativa, introdotta dalla Legge di Bilancio 2017, è volta ad incentivare e soprattutto a sostenere le famiglie nelle spese correlate alla gravidanza e alla nascita di un bambino.

Come funziona il bonus mamma 2019?

Sarà possibile beneficiare dell’agevolazione prevista dal bonus mamma 2019 facendo richiesta a partire dal settimo mese di gravidanza, momento in cui non solo le probabilità di interruzione volontaria risultano più rare ma inoltre è in questo periodo che vi è un incremento delle spese per la nascita del bambino.

Il bonus mamma 2019 è concesso anche in caso di adozione, nascita e affidamento preadottivo, cui richiesta dovrà essere effettuata prima del decorso di un anno in riferimento all’ evento in questione.

Non è necessaria la presentazione del modello ISEE in quanto non vi è alcun limite di reddito per poter usufruire del bonus di 800 euro, cui versamento avverrà in un’unica soluzione.

L’accredito erogato dall’ INPS avviene, in genere, dopo non più di due mesi di attesa e potrà essere generato secondo varie modalità, ossia:

  1. bonifico domiciliato presso ufficio postale,
  2. accredito su conto corrente bancario o postale, libretto postale, carta prepagata con IBAN.

In ogni caso, sarà possibile monitorare la propria domanda accedendo alla propria area personale sul sito stesso dell’INPS.

Quali sono i requisiti per il bonus mamma 2019?

Dal 1 gennaio 2019, le donne in gravidanza e le neo mamme potranno far richiesta per l’ottenimenti del bonus mamma 2019, se in presenza di determinati requisiti:

  • compimento del settimo mese di gravidanza;
  • parto, anche in caso esso sia antecedente all’inizio dell’ottavo mese;
  • adozione del minore, sia nazionale che internazionale ai sensi della legge n. 184/1983;
  • affidamento preadottivo nazionale (legge n. 184/1983, art. 22, comma 6) ed internazionale (legge n. 184/1983, art. 34).

È necessario che la donna risulti residente in Italia e cittadina italiana o comunitaria.

Le donne senza cittadinanza comunitaria ma in status di rifugiato politico e protezione sussidiaria avranno lo stesso trattamento delle cittadine italiane, potendo quindi beneficiare dell’agevolazione. Analogamente accade per le donne in possesso di permesso di soggiorno UE o di una delle carte di soggiorno per familiari di cittadini UE.

Modalità di richieste

A partire dal settimo mese di gravidanza ed entro un anno dalla nascita, adozione o affidamento, sarà possibile effettuare richiesta all’INPS in via telematica per ottenere il bonus. Occorrerà dunque la compilazione di un modello online predisposto dall’INPS.

In alternativa, sarà possibile utilizzare l’APP INPS, oppure chiamando al numero verde INPS o rivolgendosi direttamente a CAF, patronati ed ulteriori enti competenti all’invio telematico della domanda.

Al momento della richiesta, bisognerà allegare i certificati relativi allo stato di gravidanza rilasciati dal medico del Servizio Sanitario Nazionale.

Per le donne straniere sarà necessaria anche la presentazione del permesso di soggiorno. Nel caso di parto già avvenuto, bisognerà inserire la data di nascita e le generalità del bambino.

Infine, per le adozioni e affidamento, è necessario fornire tutte le informazioni ed i dati relativi al provvedimento giudiziario dell’autorità competente.

 

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