A chi spetta il reddito di cittadinanza? ecco le novità

reddito di cittadinanza
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Il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del M5S, entra a far parte ufficialmente del Decreto fiscale 2019. Scopriamo insieme le novità.

 

Cos’è il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza è l’aiuto economico che il Governo Lega-M5S, vuole destinare agli italiani, al fine di sostenere il reddito di chi si trova al di sotto della soglia minima di povertà, ed al contempo fornire un incentivo a rientrare nel mercato di lavoro. La platea interesserà circa 6 milioni di persone. Il reddito di cittadinanza, insieme alla pensione di cittadinanza e alla riforma dei centri per l’impiego, sono manovre che poggiano le loro basi su fondi pari a 10 miliardi di euro. Le certezze per ora arrivano fin qui, grazie alle cifre scritte nella nota di aggiornamento al DEF destinate a tradursi in uno stanziamento in Legge di Bilancio.

Così come recita il comunicato stampa di Palazzo Chigi, si tratta di una misura universalistica di sostegno al reddito, con la previsione che nessun cittadino abbia un reddito mensile inferiore ai 780 euro, che può aumentare in base al numero dei componenti della famiglia.

La misura del reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza entrerà in vigore nel 2019, in particolare secondo il vice premier Luigi Di Maio, i primi soldi entreranno nelle tasche dei soggetti che possono usufruire di tale agevolazione, nei primi mesi del 2019, più precisamente entro fine marzo. La cifra di riferimento, su cui si fonda il reddito di cittadinanza è pari a 780 euro al mese. Coloro i quali non hanno nessun reddito, riceveranno il reddito di cittadinanza integralmente, a differenza di coloro i quali che hanno un lavoro, part-time o discontinuo, e che quindi ricevono una busta paga inferiore a 780 euro. Infatti, questi soggetti riceveranno un’integrazione, al fine di arrivare alla cifra sopra riportata del reddito di cittadinanza.

Secondo le anticipazioni circolate in questi ultimi giorni, come reddito, anche se figurativo, dovrebbe entrare anche la casa di proprietà, poiché chi ha una casa di proprietà ha ovviamente una situazione economica diversa da chi deve pagare il fitto. Tuttavia, nel Decreto Fiscale, dovrà essere chiarito con quale modalità calcolare tale parametro, ai fini della fruizione del reddito di cittadinanza.

Nel reddito di cittadinanza saranno individuate 3 categorie:

  1. i pensionati, nello specifico le pensioni minime saranno pari a 780 euro al mese. Tale somma potrebbe, secondo ultime indiscrezioni partire già nei primi 2 mesi del 2019. Chiaro è che i pensionati non saranno impegnati in lavori di pubblica utilità o formazione.
  2. i giovani a reddito zero che vivono in una famiglia disagiata, i quali da percepiranno 780 euro al mese;
  3. e le famiglie, che avranno una quota familiare, pari a 1170 euro al mese, ovvero il massimo che una famiglia può raggiungere con due figli.

Occorre ricordare, che coloro i quali rinunciano a 3 proposte di lavoro, perdono in automatico il beneficio del reddito di cittadinanza.

Inoltre, il reddito di cittadinanza, interesserà 120 mila invalidi, i quali riceveranno l’indennità aumentata a 780 euro al mese.

Il reddito di cittadinanza, sarà accreditato, a coloro i quali ne avranno il diritto, su una carta di spesa o su un bancomat e le uniche spese escluse da tale misura, definite “spese immorali“, saranno quelle riguardanti le slot machine e il gioco d’azzardo, al fine di dar seguito al Decreto Dignità.

In cosa consiste il reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza si fonda su due principi:

  • la formazione, ovvero, il programma reddito di cittadinanza prevede l’impegno, per i cittadini a formarsi per i lavori che proporrà lo Stato, ed inoltre prevede l’impegno di 8/9 ore settimanali per lavori di pubblica utilità. Pertanto, risulterà difficile trovare del tempo per poter lavorare a nero, anche se non è del tutto improbabile. Tuttavia, per i cosiddetti furbi sono previste sanzioni.
  • le proposte di lavoro, le quali secondo il vice premier Di Maio, arriveranno in parte dalla definizione della quota 100 (dovrebbero liberarsi circa 400 mila posti di lavoro), ed in parte dal matching tra le imprese e coloro i quali cercano un lavoro.

Il problema più grave è che gli attuali centri per l’impiego forniscono solo il 3% del lavoro, poiché non hanno contatti con le aziende. Pertanto le aziende non sono incentivate a cercare nei centri per l’impiego la figura di cui hanno bisogno. Tale strumento va rifondato altrimenti il reddito di cittadinanza non avrebbe ragion d’esistere, e sarebbe identificato come una pure misura assistenzialista.

Il reddito di cittadinanza tra nord e sud

Secondo le stime iniziali, ma soprattutto il pensiero della stragrande maggioranza degli addetti ai lavori, il reddito di cittadinanza era identificato come una misura che potesse aiutare solo ed esclusivamente i cittadini del sud Italia. In realtà, il 47% di coloro i quali percepiranno il reddito di cittadinanza, risiedono al centro-nord.

Come riportato dal vice premier Di Maio, nel salotto di Porta a Porta, la terza regione che percepirà il reddito di cittadinanza sarà la Lombardia. Di fatti, ci sono delle periferie del nord che hanno livelli di disoccupazione giovanile simili a quelli del sud.

Riflessioni finali

Anche se, le stime ci dicono che il 47% di coloro i quali percepiranno il reddito di cittadinanza risiederanno al centro-nord, resta il dato di fondo, ovvero, la disoccupazione si concentra al sud mentre le offerte di lavoro al nord. Coprire queste distanza senza un lavoro finalizzato al recupero della competitività dei territori è praticamente impossibile. Pertanto, la domanda sorge spontanea, dove non ci sono offerte di lavoro, il reddito di cittadinanza diventerà un diritto senza data di scadenza?

Un altro problema, non di poco conto, riguarderà le attività di controllo, preannunciate dal governo al fine di evitare il lavoro in nero. Pertanto la domanda a cui nessuno potrà darci una risposta è la seguente “basterà il piano straordinario dei controlli annunciato dal governo ad evitare di sussidiare chi lavora in nero?

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