Quota 100: Quando si potrà andare in pensione?

Quota 100: le novità della Riforma
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Con Quota 100 si potrà andare in pensione in anticipo: la somma dell’età anagrafica e degli anni di contribuzione dovrà  corrispondere a 100

Approvata dal Consiglio dei Ministri la proposta di modifica del sistema pensionistico. Dovrà superare l’esame dell’UE, che ha già espresso dubbi e perplessità circa la proposta del Governo italiano. Vediamo nel dettaglio i vantaggi di cui i cittadini italiani godranno con Quota 100 e le principali novità rispetto alla precedente Legge Fornero.

Ma ci sono altre due importanti novità, oltre a Quota 100: l’introduzione della Pensione di cittadinanza e il prorogarsi di Opzione Donna

Quota 100: le principali novità della nuova normativa

Il Consiglio dei Ministri ha presentato nella giornata del 15 ottobre 2018 il Documento programmatico di Bilancio all’Unione Europa, per ottenerne l’approvazione in vista della Legge di Bilancio del 31 dicembre. Quota 100 rientra tra le numerose novità apportate da questo decreto.

In particolare concentriamo la nostra attenzione sulla riforma delle pensioni e analizziamo nel dettaglio le principali novità introdotte con Quota 100

Cosa si intende per Quota 100. In sostanza, si ha diritto di andare in pensione in anticipo ossia quando la somma dell’età anagrafica (62 anni) e degli anni di contributi versati (38 anni)darà come risultato 100.

In quest’ottica, sono del tutto evidenti i vantaggi introdotti da Quota 100 rispetto alla pensione di vecchiaia, la quale prevede che sia necessario il raggiungimento del solo requisito anagrafico dei 67 anni e 7 mesi.

I lavoratori potranno usufruire dei vantaggi di Quota 100 a partire da febbraio 2019 e per ogni saranno previste 3 o 4 finestre di uscita dal mondo del lavoro (la decisione definitiva verrà presa solo a dicembre, quando il Governo sarà chiamato a presentare la Legge di Bilancio)

Con Quota 100, il nuovo Governo realizza uno dei primi risultati che si era prefissato fin dall’inizio del suo insediamento: il superamento della tanta discussa e contestata “Riforma Fornero”

Nel dettaglio, la novità maggiormente rilevante, introdotta con Quota 100, è l’abrogazione dei limiti di età pensionistica che erano stati precedentemente individuati dalla legge Fornero: Quota 100 infatti, consente di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi versati. La riforma del sistema delle pensioni strizza l’occhio e tende a favorire chi ha iniziato a lavorare in età molto giovane e gli consente anche di andare in pensione in anticipo, senza dover soddisfare i requisiti previsti dalla pensione di vecchiaia e aspettare il raggiungimento dei 67 anni e 7 mesi. Alla luce della Riforma, pertanto, i lavoratori avranno la possibilità di andare in pensione con cinque anni di anticipo, rispetto alla normativa previgente.

Ma Quota 100 ha anche un altro importante obiettivo: favorire e agevolare il ricambio generazionale nella Pubblica amministrazione e nel privato, per poter creare nuovi posti di lavoro.

Rispetto ai rumors, che hanno animato i convulsi giorni precedenti all’approvazione della manovra, il Governo ha sancito che non si sarà alcun tipo di penalizzazione per chi deciderà di godere dei vantaggi a cui dà diritto Quota 100. Non ci saranno, pertanto, alcun tipo di limitazione né per determinate categorie né tantomeno a livello economico per chi vorrà uscire anticipatamente dal mondo del lavoro.

Tuttavia, è al vaglio del Governo, la possibilità di introdurre un unico criterio: chi accetterà di uscire dal mondo del lavoro con Quota 100, non potrà ricoprire altri incarichi. Potrebbero essere consentite solamente prestazioni occasionali fino ad un massimo di 5.000,00 €

Alla manovra saranno destinati 7 miliardi per il primo anno, e la somma garantisce la copertura economica necessaria per superare lo schema della Legge Fornero. Saranno oltre 400 mila i lavoratori che godranno dei vantaggi di “Quota 100”, e avranno la possibilità di lasciare il proprio lavoro in anticipo.

 

Cosa prevedeva la Legge Fornero: le differenze con Quota 100

La Legge Fornero, è stata la riforma del sistema pensionistico che più di ogni altra ha lasciato strascichi di polemiche. Fu varata dal Governo Monti, e porta il nome del Ministro dell’epoca, Elsa Fornero, passata alla storia come la riforma che maggiormente ha innalzato l’età pensionabile.

La riforma del sistema pensionistico, precedente all’introduzione di “Quota 100”, venne emanata ai sensi dell’art. 24 del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201 (detto “decreto salva Italia“) – convertito successivamente in legge 22 dicembre 2011 n. 214.

La denominazione di “Decreto Salva Italia”, fu adottata perché le misure introdotte avevano come obiettivo quello di ottenere un risparmio sulla spesa pubblica e in questo modo evitare il default finanziario dello Stato.

Nel dettaglio, la discussa riforma prevedeva:

  • estensione pro-rata del metodo contributivo a quelli che erano precedentemente esclusi (cioè coloro che nel 1995 avevano già 18 anni di contributi versati), a decorrere dall’1.1.2012;
  • aumento di un anno delle pensioni di anzianità, e abolizione delle cosiddette quote (somma di età anagrafica e anzianità contributiva);
  • allungamento graduale entro il 2018 dell’età di pensionamento di vecchiaia delle lavoratrici dipendenti private da 60 anni a 65 (più “finestra” mobile di 12 mesi decisa dalla L. 122/2010), per allinearle a tutti gli altri;
  • adeguamento all’aspettativa di vita, dopo quello del 2019, non più a cadenza triennale ma biennale

Opzione Donna: che cos’è?

Tra le novità introdotte dal Governo, in relazione al sistema pensionistico, strettamente connesso a Quota 100 è l’introduzione del meccanismo “Opzione Donna”. In sostanza, detto procedimento, consente alle lavoratrici di andare in pensione con il raggiungimento dei 58 anni, se dipendenti, o 59, se autonome, e 35 anni di contributi.

 

Taglio delle pensioni d’oro

La riforma del sistema delle pensioni colpisce anche le pensioni d’oro degli ex parlamentari. Con l’entrata in vigore delle nuova Legge, ai deputati e ai senatori a cui è riconosciuta una pensione  superiore a € 4.500,00, si applicherà  criterio di calcolo contributivo, anziché il criterio retributivo, come è stato fino ad ora.

Pensione di cittadinanza

La pensione di cittadinanza, trae origine dal cavallo di battaglia della propaganda promossa dal Movimento 5 stelle, ossia il reddito di cittadinanza, anch’esso introdotto nella nuova Legge di bilancio, il quale mira a garantire a tutti un’entrata minima pari ad euro 780. Stessa politica verrà applicata anche alle pensioni minime che verranno innalzate fino al valore di euro 780, anche se in questo caso farà da discrimine la proprietà o meno di un immobile.

La normativa che regola Quota 100, qui descritta, è aggiornata alla bozza di Decreto Fiscale varata del Consiglio dei Ministri del 15 Ottobre 2018  e potrà essere suscettibile ancora di alcune variazioni. Pertanto saranno riportati in questo articoli tutti gli aggiornamenti relativi a Quota 100.

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