Reddito di cittadinanza: le 10 cose da sapere

reddito di cittadinanza
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Il reddito di cittadinanza è ormai imminente. Ma chi saranno i destinatari? come si calcolerà? quali saranno le spese ammissibili? Ecco le risposte alle vostre domande…

Il reddito di cittadinanza sarà attuato nei primi mesi del 2019 e coinvolgerà una platea di circa 5 milioni di persone, individuata in base al modello ISEE, ovvero l’indicatore della situazione economica equivalente. Secondo uno studio del Sole 24ore, l’incidenza maggiore della misura è in 34 province del Sud Italia.

1) A chi spetta il reddito di cittadinanza?

La platea a cui spetterà il reddito di cittadinanza è rappresentata principalmente da giovani a reddito zero che vivono in una famiglia disagiata, i quali percepiranno 780 euro al mese. In tale categoria dovrebbero essere compresi anche i cittadini extra-comunitari residenti in Italia da almeno 5 anni. Inoltre, il reddito di cittadinanza spetterà alle famiglie e ai pensionati, ai quali sarà riconosciuta la pensione di cittadinanza.

Da ultimo, il reddito di cittadinanza, interesserà 120 mila invalidi, i quali riceveranno l’indennità aumentata a 780 euro al mese.

2) Come si calcola il reddito di cittadinanza?

Come indicato in precedenza, il reddito di cittadinanza sarà vincolato all’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) riferito alla famiglia. Nello specifico, per poter ricevere l’agevolazione, la soglia da non oltrepassare dovrebbe essere di 9.360 euro.

Coloro i quali possiedono una casa di proprietà, oppure un reddito da lavoro inferiore a 780 euro al mese, non riceveranno il reddito di cittadinanza in maniera integrale, ma un’integrazione, pari, secondo le ipotesi degli addetti ai lavori, ad 280 euro.

3) Come si ottiene il reddito di cittadinanza?

Negli ultimi giorni, il viceministro Laura Castelli, ha dichiarato che il reddito di cittadinanza non dovrà essere richiesto dai singoli cittadini, ma sarà lo Stato ad individuare i beneficiari dell’agevolazione. Pertanto, salvo ribaltoni, i cittadini non dovranno presentare alcuna domanda all’Inps.

Infine, sembrerebbe che il reddito di cittadinanza venga accreditato su una carta ricaricabile, e non, come si era inizialmente ipotizzato, sulla tessera sanitaria.

4) Quali sono le spese ammissibili?

Recentemente si è discusso molto sui vincoli etici di spesa. Ad oggi non abbiamo chiarimenti ufficiali, ma a seguito delle varie dichiarazioni del ministro Luigi Di Maio, le uniche spese escluse da tale misura, definite “spese immorali“, saranno quelle riguardanti le slot machine e il gioco d’azzardo. In questo modo sarà fortificato il Decreto Dignità.

Infine, dovrà essere chiarito se l’agevolazione pari a 780 euro al mese sarà cumulabile nei mesi, nel caso in cui il cittadino non usufruisca interamente di tale somma.

5) Cosa si intende per “formazione”?

Il programma del reddito di cittadinanza prevederà l’impegno, per i cittadini a formarsi per i lavori che proporrà lo Stato, ed inoltre prevederà l’impegno di 8/9 ore settimanali per lavori di pubblica utilità. Pertanto, risulterà difficile trovare del tempo per poter lavorare a nero, anche se non è del tutto improbabile. Il viceministro Di Maio, ha dichiarato che chi presenta dichiarazioni non conformi alla legge, rischierà fino a 6 anni di galera.

6) Cosa si intende per “offerta di lavoro congrua”?

Per offerta di lavoro congrua, si intende  quella proposta in linea con le skills e all’interno di un certo raggio chilometrico dalla residenza del beneficiario. Tuttavia, il vincolo chilometrico sarà superato. Difatti, Luigi Di Maio ha dichiarato che “prevarrà una logica legata al buon senso. Non ci saranno vincoli chilometrici, ma vogliamo evitare lo spostamento in massa dal Sud verso il Nord. La formazione sarà legata alla domanda di lavoro che c’è sul territorio”. 

Su tali dichiarazioni, gli addetti ai lavori sono dubbiosi, in quanto le offerte di lavoro si concentrano per la maggior parte nel Nord Italia, ma i beneficiari del reddito di cittadinanza e pertanto coloro i quali sono alla ricerca di un lavoro risiedono per la maggiore, nel Sud e sulle Isole.

7) Come dovranno evolversi i centri per l’impiego?

Il problema più grave, del reddito di cittadinanza è legato alla situazione catastrofica in cui si trovano i centri per l’impiego. Nello specifico, gli attuali CPI forniscono solo il 3% del lavoro, in quanto non hanno contatti diretti con le aziende. Pertanto, le aziende non sono incentivate a cercare nei CPI la figura di cui hanno bisogno.

Per tali ragioni, i CPI vanno rifondati, altrimenti il reddito di cittadinanza non avrebbe ragion d’esistere, e sarebbe identificato come una pura misura assistenzialista. Secondo alcune indiscrezioni, il ministro Luigi Di Maio, potrebbe richiedere l’assistenza delle agenzie del lavoro private al fine di velocizzare i percorsi di riqualificazione dei beneficiari.

8) Quali incentivi sono previsti per le aziende che assumeranno?

Per le imprese che assumeranno i beneficiari del reddito di cittadinanza, saranno previste 3 mensilità del reddito, ovvero 2340 euro. Non è escluso che tale bonus possa essere riconosciuto alle agenzie del lavoro private.

9) Quale sarà la durata del reddito di cittadinanza?

Il reddito di cittadinanza dovrebbe avere una durata pari a 3 anni. Ciò nonostante, al termine dei primi 18 mesi, saranno effettuati controlli sul possesso dei requisiti (limite 9.360 del modello ISEE, formazione, etc.). Al mantenimento dei requisiti previsti, il reddito di cittadinanza sarà prorogato per altri 18 mesi.

Infine, va ricordato che nel momento in cui saranno rifiutate 3 proposte di lavoro, i cittadini decadranno dal beneficio.

10) Come si attueranno i controlli?

Di sicuro, il tasto dolente del reddito di cittadinanza è rappresentato dall’attività di controllo. Sarà difficile verificare i requisiti di tutti i cittadini che usufruiranno del reddito di cittadinanza. Il Governo, ha precisato che l’Agenzia delle Entrate lavorerà a stretto contatto con Inps e Guardia di Finanza, incrociando le proprie banche dati. Ma tutto questo basterà?

 

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